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Nicola Sensale

Psicologo e Psicoterapeuta

 

Per ulteriori informazioni

Nicola Sensale - Psicologo e Psicoterapeuta 

Iscrizione Ordine degli Psicologi del Piemonte n° 6660

Studio: Via Borgosesia 63 10145 Torino

 

Istituto di Formazione RES Torino 

P.IVA: 08618130010

IBAN: IT 86 S 02008 01122 000040787803​

tel. 388.94.47.902 - centrostudires@gmail.com

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Percorso Maschere

Impariamo a costruire la maschera e creare il nostro personaggio​

4 workshop di

Arti Terapie Espressive per apprendere

a costruire maschere e personaggi

 

Sabato 7 e 21 Maggio e 4 e 11 Giugno ore 9,00-13,00 

Quota di iscrizione: ultimi tre posti riduzione a € 72! 

La Maschera, il personaggio dai 1000 volti

 

Nelle rappresentazione teatrali in Grecia, non era previsto che vi fossero molti attori, due, tre al massimo e inoltre non era consentito alla donna recitare. Di conseguenza, dato che i ruoli da assumere erano maggiori del numero degli attori disponibili, si rendeva necessario indossare alcune maschere, che permettessero un rapido “cambio di personaggio”.

 

Questo significava anche che l’attore doveva essere dotato di grande versatilità vocale e mimica, allo scopo di caratterizzare i diversi personaggi e renderli verosimili e un grande aiuto proveniva proprio dalla capacità di definizione del personaggio procurata dalla maschera stessa. Le maschere del teatro greco erano molto vistose, l’apertura all’altezza della bocca consentiva inoltre di amplificare la voce in modo che il  pubblico potesse riconoscere anche a grande distanza i personaggi in scena.

 

All’inizio le maschere greche non erano dipinte, poi vennero via via sempre più perfezionate e differenziate: prima quella maschile (nera) da quella femminile (bianca), poi nuove tinte ed espressioni facciali, che intendevano rappresentare diversi personaggi e le loro caratteristiche specifiche. Le maschere del teatro greco impersonificavano per lo più eroi tragici o personaggi della commedia, come giovani, vecchi, schiavi e donne. La maschera, che scompare nel teatro del Medio Evo, verrà ripresa nella Commedia dell’Arte tra il ‘400 e il ‘600 e insieme all’abito caratteristico (costume) essa designava interamente i personaggi da rappresentare e li rendeva riconoscibili al pubblico. Maschera e Personaggio nella C.d.A, erano dunque diventati sinonimi: si parlava di maschere per intendere in generali i personaggi, indipendentemente dal fatto che ne indossassero  o meno una. Ecco un mini-elenco delle maschere più conosciute, con la loro città d’origine:

 

– Zanni, la più antica maschera del servo – Arlecchino, il servo imbroglione (Bergamo) – Balanzone, il dottore presuntuoso (Bologna)– Brighella, il servo furbo (Bergamo) – Colombina, la serva maliziosa (Venezia) – Pantalone, l’anziano mercante (Venezia)– Pulcinella, il servo sciocco e malinconico (Napoli)

 

Se nella psicologia la maschera rappresenta dunque la personalità apparente, nel teatro essa contribuiva, insieme agli altri elementi, alla costruzione del personaggio e delle sue sfumature esistenziali. Pertanto, come già accennato sopra, l’uso della maschera nelle Arti Terapie Espressive, è quello di favorire l'emersione di parti di sé che diversamente resterebbero occultate e inesplorate. Costruendo la propria maschera, attraverso i colori, le sfumature, i segni decorativi e morfologici specifici e agendo sugli altri elementi del personaggio (costume, carattere, movenze, gestualità), il cliente  può intervenire su specifici aspetti e funzioni di ruolo (psicologiche, relazionali, espressive) che ha bisogno di esplorare. Parti di sè che erano state in precedenza soffocate o che erano addirittura  sconosciute, parti necessarie al manifestarsi pieno della sua identità. Il resto lo fa la magia del teatro!   

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16 ore di pratica creativa

Cosa serve per costruirla

Foglio, matita e gomma per lo schizzo (preparazione della sagoma eseguita su misura), creta e gesso scagliola, carta di giornale o cartapaglia, colla vinilica, vasellina o crema per le mani molto grassa, carta abrasiva fine, garze gessate (facoltativo), acqua

Compasso per scultori mirette e spatoline da scultore, pennello, contenitore per la colatura del gesso, di almeno 2 cm. per lato più largo della maschera e alto quanto basta  a contenerla.  secchio  spatola per la decorazione, fondo acrilico neutro preparatorio, colori acrilici, acqua e pennelli, vernice acrilica trasparente da stendere sul dipinto asciutto per meglio proteggerlo.

 

Come prepararla

Per mezzo di un compasso, prendere le misure del viso tenendosi un po’ abbondanti  di un paio di millimetri o più e riportarle su un foglio. Disegnare il contorno creando la sagoma del viso. Riempire l’interno della sagoma con la creta formando un ovale per creare i primi volumi. Modellare la maschera e infine cospargerla con la vasellina in modo che non si attacchi al gesso quando questo verrà a contatto con la creta nel passaggio della colatura. 

Distribuire la vasellina anche su tutta la superficie interna del contenitore che accoglierà la maschera. Disporre, quindi, la maschera nel contenitore.Preparare il gesso aggiungendo ad esso dell’acqua emescolando finché non diventa della consistenza dello yogurt e senza grumi (ll gesso così preparato va usato immediatamente perché tende a rapprendersi velocemente). Far colare lentamente il gesso sulla maschera avendo cura di coprirne tutta la superficie, fino a raggiungere la copertura di almeno 2 cm. di spessore. Lasciare asciugare  qualche ora.

 

Nel frattempo si può preparare la cartapesta utilizzando un contenitore pieno di acqua e pochissima colla vinilica, si immerge la carta strappata a pezzetti e lasciata a macerare (la lunga macerazione della carta è facoltativa, ma sicuramente più sarà intrisa di acqua e maggiore sarà la resa finale). In alternativa si può bagnare la carta strappata al momento dell’applicazione (se viene utilizzata carta velina, carta paglia o carta di quotidiani, mentre altri tipi di carta vanno necessariamente lasciati a macerare). A parte, preparare un contenitore di piccole o medie dimensioni contenente colla e acqua rispettivamente in rapporto 2:1 ( due di colla, 1 di acqua)Una volta asciutta, la matrice ( il “calco” o “negativo”) di gesso, essa va svuotata della creta che è rimasta all’interno e pulita con una spugna umida. Passare all’interno della matrice un po’ di vasellina o altra crema grassa. Al primo strato di applicazione, disporre i pezzi di carta bagnata all’interno della matrice, avendo cura di farla aderire bene alla superficie e di ricoprirla senza lasciare spazi  (in questa prima fase si può utilizzare anche la carta velina bagnata con solo acqua). 

 

Con un pennello distribuire dentro la matrice un preparato di acqua e colla vinilica in rapporto 2:1. Applicare il secondo strato di carta bagnata. Dopo ogni strato applicato, va distribuito, col pennello, uno strato di colla. Gli strati possono variare in base alla consistenza che desideriamo ottenere, ma già tre/ quattro strati possono dare una buona solidità alla maschera.Sono importanti le asciugature, che non si possono determinare con precisione poiché la carta, e anche il gesso, sono soggetti alle condizioni climatiche. Per esempio, se operiamo in un clima secco l’asciugatura sarà più rapida, mentre più il clima è umido, maggiore sarà il tempo che impiegherà ad asciugarsi. Per una maggiore stabilità della maschera si può rinforzare dall’interno con la garza gessata. 

 

Per correggere vari “difetti” che potrebbero presentarsi dopo l’applicazione della carta, invece, si può distribuire uno strato di gesso liquido a pennello sulla superficie della maschera (acqua e gesso come per il processo di colatura) e si può passare infine una carta abrasiva fine (da 120 circa). Applicare uno strato di fondo acrilico (gesso acrilico) come base prima della decorazione della maschera.Una volta asciutto il fondo, si può passare alla decorazione con i colori acrilici.Applicare, infine, uno strato di vernice acrilica trasparente come protettivo.

 

Obiettivi

-nella costruzione: affinare le abilità manuali, il controllo dei movimenti, specie quelli fini  e la risoluzione di problemi tecnici;

- sviluppare competenze di lavoro e coesistenza gioiosa e collaborativa in gruppo;

-entrare nel flusso creativo ed espressivo e goderne dei benefici;-

proiettare sulla maschera e i suoi elementi decorativi parti che appartengono al sé e che necessitano di essere esplorate;

-utilizzare la maschera come parte integrante del lavoro di costruzione del personaggio;

-utilizzare la maschera anche come oggetto per altri giochi/attività;

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